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Game of Thrones: Emilia Clarke ha rischiato di morire a causa di due aneurismi cerebrali

Game of Thrones: Emilia Clarke ha rischiato di morire a causa di due aneurismi cerebrali

 In un editoriale sul New York Times Emilia Clarke, la star di Game of Thrones, ha rivelato di aver rischiato la vita a causa di due aneurismi cerebrali.

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Emilia Clarke, l'attrice interprete di Daenerys Targaryen in Game of thrones, in un editoriale sul The New Yorker ha fatto una confessione inaspettata riguardo alla sua vita: ha rischiato di essere sopravvissuta a due aneurismi cerebrali.

L'attrice ha iniziato il racconto della sua esperienza raccontando: 

"Proprio quando tutti i miei sogni di infanzia sembravano diventare realtà ho quasi perso la ragione e poi la mia vita. Non ho mai raccontato questa storia pubblicamente, ma ora è arrivato il momento giusto"

Emilia ha raccontato che nel 2011 al termine delle riprese della prima stagione di Game of thrones, la serie HBO tratta dai romanzi di George R.R.Martin, gli showrunners le avevano spiegato varie sfumature del personaggio di Daenerys: secondo loro doveva pensarla come un insieme di Napoleone, Giovanna d'Arco e Lawrence d'Arabia; ma lei non si sentiva così determinata, anzi era terrorizzata dalla pressione che le era piombata addosso. 

Avevo paura dell'attenzione, di un lavoro che non riuscivo quasi a capire, di provare a non deludere la fiducia che i creatori della serie avevano riposto in me. Mi sentivo, in ogni modo, esposta. Nel primo episodio apparivo nuda e dal primo incontro con la stampa in poi mi hanno sempre chiesto la stessa domanda, varie versioni di 'Interpreti una donna così forte e tuttavia ti spogli. Perché?'. Nella mia testa avrei voluto rispondere 'Quanti uomini devo uccidere per dimostrare il mio valore?'".

Per superare tutto questo stress dovuto all'attenzione mediatica Emilia prese la decisione di allenarsi con un personal trainer. Una mattina mentre stava facendo esercizi col suo allenatore nella  palestra di Crouch End, era l'11 febbraio 2011, iniziò a sentirsi male. Se ne andò quindi nello spogliatoio, ma una terribile emicrania le impediva perfino di allacciarsi le scarpe. Era l'inizio di quello che per lei sarebbe stato un incubo..

"Quando ho iniziato l'allenamento ho dovuto farmi forza per andare oltre i primi esercizi. Poi il mio allenatore mi ha fatto mettere in posizione plank e ho immediatamente provato la sensazione che una fascia elastica stesse schiacciandomi il cervello. Ho cercato di ignorare il dolore e andare avanti, ma semplicemente non potevo farlo. Ho detto al mio allenatore che dovevo fare una pausa e in qualche modo, quasi strisciando, sono arrivata nello spogliatoio. Ho raggiunto il bagno, mi sono piegata sulle ginocchia e ho vomitato tanto e violentemente. Nel frattempo il dolore - come dei colpi, delle pugnalate, delle compressioni - stava peggiorando. In un certo senso sapevo cosa stava accadendo: il mio cervello era danneggiato. Per alcuni momenti ho provato ad allontanare il dolore e la nausea. Ho detto a me stessa: 'Non sarai paralizzata'. Ho mosso le dita delle mani e dei piedi per assicurarmi che fosse vero. Per mantenere attiva la memoria ho provato a ricordare, tra le varie cose, alcune battute de Il Trono di Spade"

​Per fortuna una donna le prestò immediato soccorso chiamando aiuto.

"Ricordo il suono di una sirena, un'ambulanza, ho sentito delle nuove voci, qualcuno che diceva che il polso era debole. Stavo vomitando bile. Qualcuno ha trovato il mio telefono e ha chiamato i miei genitori, che vivono a Oxfordshire, e gli hanno detto di raggiungermi al pronto soccorso del Whittington Hospital".

 I medici, in seguito ad una risonanza magnetica, scoprirono che l'attrice aveva un'emorragia cerebrale causata dal sanguinamento nello spazio che circonda il cervello. 

"Avevo avuto un aneurisma, la rottura di un'arteria. Come ho scoperto in un secondo momento, circa un terzo dei pazienti con la stessa diagnosi muore immediatamente o poco dopo. Per i pazienti che sopravvivono è richiesto un intervento d'urgenza per bloccare l'aneurisma perché c'è un alto rischio di una seconda, spesso fatale, emorragia. Se volevo vivere ed evitare dei deficit terribili dovevo essere immediatamente operata. E anche in quel caso non c'erano garanzie"

Trasferita al National Hospital for Neurology di Londra le fu detto che doveva firmare una liberatoria per un intervento al cervello, che però non c'era assoluta sicurezza che avrebbe risolto il problema. 

"Mi ricordo che mi hanno detto che dovevo firmare la liberatoria per un intervento chirurgico al cervello. Intervento al cervello? Ero nel mezzo della mia vita piena d'impegni, non avevo tempo per un intervento al cervello. Ma alla fine ho acconsentito e ho firmato. E poi sono stata priva di sensi. Per le successive tre ore i chirurghi hanno lavorato per riparare il mio cervello. Non sarebbe stato il mio ultimo intervento e nemmeno l'ultimo. Avevo 24 anni"

L'interventò durò più di tre ore ma le salvò la vita riuscendo ad evitare che l'aneurisma si espandesse. Quando si svegliò  il dolore era insopportabile, non vedeva bene, era intubata e stava male. I medici le avevano spiegato che la cosa più importante per un recupero positivo era superare due settimane senza troppi problemi. 

Seguì un periodo in cui l'attrice doveva fare esercizi di tipo cognitivo, Nel corso di un controllo, un'infermiera le chiese di dire il proprio nome come parte di un esercizio, ed Emilia si rese contro di non riuscire a farlo...

"Il mio nome completo è Emilia Isobel Euphemia Rose Clarke. Ma non riuscivo a ricordarlo. Invece, mi sono uscite dalla bocca parole senza senso e sono andata nel panico…Potevo vedere la mia vita futura e non valeva la pena viverla. Sono un'attrice, devo ricordarmi le battute e ora non riuscivo a ricordarmi nemmeno il mio nome. Stavo soffrendo di afasia, una conseguenza del trauma subito dal mio cervello. Anche se stavo dicendo cose senza senso, mia madre è stata così gentile dall'ignorarle e provare a convincermi che ero perfettamente lucida. Ma sapevo che non era così e nei momenti peggiori volevo spegnere le macchine. Ho chiesto ai medici di lasciarmi morire. Il mio lavoro, l'intero sogno di quella che avrebbe dovuto essere la mia vita ruotava intorno al linguaggio, alla comunicazione. Senza mi sentivo persa"

Dopo una settimana l'attrice ha superato quella situazione e si è resa conto di essere incredibilmente fortunata perché appena dopo un mese dalll'emergenza medica poteva uscire dall'ospedale, ritornando ad affrontare le interviste per la promozione della serie e il ritorno sul set. I dottori però l'avevano avvisata che non era del tutto fuori pericolo, perchè nell'altro lato del suo cervello c'era ancora un piccolo aneurisma e la situazione avrebbe potuto peggiorare in qualsiasi momento o rimanere stabile. Le chiesero insomma di fare molta, molta attenzione. 

Emilia ha raccontato di essersi sentita debole, poco sicura di sè stessa, timorosa che potesse di nuovo capitarle una nuova emergenza medica: 

"Ogni giorno pensavo di essere sul punto di morire"

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Per la giovane attrice le riprese della seconda stagione sono state un vero incubo. Emilia poi prosegue raccontando del secondo aneurisma che l'ha colpita alla fine delle riprese di Game of Thrones. 

Nel 2013 accettò la parte di Holly Golughtly a Brodway, mentre era a New York si sottopose ad un controllo e le fu diagnosticato che era necessario intervenire immediatamente: 

"Mi era stata promessa un'operazione relativamente semplice, più semplice dell'altra volta. Ma purtroppo non andò per niente come avevano previsto i medici.Quando mi hanno svegliato stavo urlando dal dolore. La procedura non aveva funzionato. Avevo un'importante emorragia e i dottori mi hanno detto chiaramente che le mie chance di sopravvivenza erano poche se non mi operavano di nuovo. Questa volta dovevano accedere al mio cervello attraverso il cranio e l'operazione doveva avvenire immediatamente. Il recupero è stato ancora più doloroso rispetto a quello precedente. Avevo l'aspetto di qualcuno che aveva affrontato una guerra molto più violenta rispetto a quelle affrontate da Daenerys. Ero uscita dall'operazione con un drenaggio che usciva dalla testa. Parti del mio cranio erano state sostituite con il titanio. Ora la cicatrice che fa una curva dalla testa all'orecchio non si vede, ma inizialmente non sapevo se si sarebbe vista. E c'era, in particolare, la costante preoccupazione riguardante ogni possibile perdita cognitiva o dei sensi. Sarebbe stata la concentrazione? La memoria? La visione periferica? Ora dico alle persone che mi ha privato del mio buon gusto in fatto di uomini, ma ovviamente niente all'epoca sembrava divertente. Ho trascorso un mese in ospedale e in certi momenti avevo perso tutte le speranze. Non riuscivo a guardare nessuno negli occhi. C'era una terribile ansia, attacchi di panico. Non sono stata cresciuta pensando di dire che qualcosa non è giusto, mi hanno insegnato a ricordarmi che c'è sempre qualcuno che sta peggio di te. Ma, vivendo questa esperienza per la seconda volta, avevo perso tutte le speranze".

Quando fu dimessa la madre dei Draghi dovette affrontare il Comic-Con di San Diego e per lei fu un'altra terribile prova da affrontare. Prima di rispondere alle domande che le venivano poste sentiva sempre un gran mal di testa ed ebbe timore di nuovo di morire. 

"Ho pensato: 'Ora morirò. Il mio momento è giunto. Ho imbrogliato la morte due volte e ora viene a reclamarmi'. Ho pensato che se avessi dovuto morire, potevo anche farlo in diretta tv quini ho rilasciato l'intevista ad MTV come previsto. Ma contrariamente a quanto pensavo sono sopravvissuta. Sono sopravvissuta a MTV e molto altro. Negli anni dopo la seconda operazione sono guarita andando oltre ogni ragionevole speranza. Ora sto bene al 100%. Oltre al mio lavoro come attrice ho deciso di dedicarmi all'attività benefica e ho aiutato a sviluppare SameYou, in collaborazione con partner nel Regno Unito e negli Stati Uniti, che ha lo scopo di offrire cure alle persone che hanno subito danni cerebrali e aneurismi. Provo una gratitudine senza fine nei confronti di mia madre e mio fratello, dei miei dottori e delle infermiere, dei miei amici. Ogni giorno sento la mancanza di mio padre che è morto di cancro nel 2016 e non potrò mai ringraziarlo abbastanza per avermi tenuto la mano fino alla fine. C'è qualcosa di gratificante, e che va oltre ogni fortuna, nell'arrivare alla fine della serie. Sono così felice di essere qui per vedere l'epilogo de Il Trono di Spade e l'inizio di qualsiasi cosa accadrà in futuro".

Fortunatamente Emilia è sopravvissuta a tutto e ha potuto proseguire la sua vita realizznado i suoi sogni di bambina. Grazie a Game of Thrones la sua carriera è decollata, tra poco potremo vederla nell'ultima stagione dal 14 aprile su HBO, in Italia  potremo vederla in contemporanea grazie a Sky Atlantic e NOWTv.

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