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Vikings 5x20: la recensione di "Ragnarok"

Vikings 5x20: la recensione di "Ragnarok"

  Il gran finale della quinta stagione di Vikings rialza il livello di una seconda parte di stagione altalenante e per larga parte deludente, rialzando il livello qualitativo della serie Micheal Hirst ci fa così ben sperare per la sesta stagione che chiuderà la serie.

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  Ragnarok nella mitologia norrena indica la battaglia finale tra le potenze della luce e dell'ordine e quelle delle tenebre e del caos, in seguito alla quale il mondo intero sarà distrutto e rigenerato. Ivar rappresenta dalla quarta stagione il nemico più pericoloso da abbattere, quello che ha fatto della sua invalidità una corazza che unita ad un'intelligenza e sagacia fine gli consente di essere imprevedibile e pericolso come nessun altro. Bjorn ed i suoi alleati rappresentano la luce, l'ordine costituito, coloro che non vogliono arrendersi al nuovo tiranno e che quindi si scagliano ripetutamente con forza e rabbia e senza un piano preciso contro il loro nemico. Dimostrandosi così molto ingenui, dato che Ivar giocando strategicamente d'anticipo sui tempi riesce a far fuori quasi tutto il loro esercito. Arriva poi una conclusione inaspettata a questa battaglia, ma non è una vittoria piena dato che una criptica premonizione ammonisce che dalla nascita del nuovo Re di Kattegat scaturirà la possibilità di veder versato altro sangue in futuro.

 La puntata è sicuramente la migliore di tutta la stagione. E' una lunga parentesi d'azione dove sono coinvolti i protagonisti principali anche se poi qualcuno di essi, come ad esempio Lagertha ed Ubbe, finisce per essere messo in secondo piano.

Quando finalmente inizia il vero e proprio scontro tra le due parti in causa chi sta vincendo è lampante: Ivar li sta stracciando tutti quanti, nonostante sia circondato dai suoi fratelli 

"Tutti i miei fratelli sono contro di me, ora so di essere il prescelto"

 Bjorn assieme ad i suoi alleati si butta a più riprese contro i cancelli di Kattegat; ma come prevedibile non ottiene molto...anzi praticamente ottiene solo di essere umiliato. Dato che quando si trova con tutti i suoi uomini morti ai suoi piedi la butta sul sentimentale e rivolgendosi con un tono piagnucolante e supplice, orribile da sentire e vedere per un vichingo del suo calibro, implora la gente di Kattegat di capire che lui non è loro nemico, perchè con loro è cresciuto ed è loro amico...il nemico è Ivar che li governa con fare da tiranno!

Ivar incassa il colpo..mentre i suoi tentennano tenta lui stesso di uccidere Bjorn ma non vi riesce. Suo fratello si salverà grazie all'intervento della sua nuova moglie: Gunnhild. Tornato all'accampamento a leccarsi le ferite con i suoi e a riorganizzarsi Bjorn riceve ancora l'aiuto inaspettato di un'altra donna: Freydis.

Mai far arrabbiare una donna...prima o poi ve la farà pagare cara. E Fredyis inviperita ancora contro Ivar per l'uccisione del loro "bambino divino" tradisce il suo Re e sposo indicando loro come entrare in città.  

"Dovete fermarlo Ivar è un mostro"

Quando inizia l'invasione Ivar non ci mette molto a fare due conti e capire chi lo ha tradito: Il Re storpio e sempre più pazzo strangola la povera Freydis, personaggio che non è piaciuto a nessuno e di cui nessuno sentirà la mancanza...esattamente come Magnus che sotto le mura di Kattegat invocava Dio per essere salvato. E poi guidato dalla sua voglia di sentirsi finalmente qualcuno mentre parla con Harald finisce ammazzato male, anzi malissimo. Tanto non mancherà a nessuno quindi amen.

Ormai la città è persa ed Ivar, che furbescamente si era preparato un piano B di riserva scappa. Il "Dio" scappa come un coniglio, camuffato certo ma non irriconoscibile...

L'acclamazione di Bjorn a Re avviene,come per magia,con la partecipazione di Ubber, Torvi e Lagertha. Il loro provvidenziale e miracoloso arrivo non viene percepito come un problema dallo spettatore perchè Lagertha porta a Bjorn la spada dei re, che non sappiamo bene da dove sia spuntata all'improvviso, e la porge al figlio acclamandolo Re di Kattegat. 

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La puntata finisce con una scena che da sola vale tutta la stagione: Bjorn sul monte con la spada poggiata sul braccio, come ai tempi teneva Ragnar stesso che guarda la sua città.

E mentre contempla il suo regno, pienamente consapevole della responsabilità che avrà da adesso in poi gli tornano alla mente le parole gli disse in quello stesso luogo suo padre

"Il potere è sempre pericolo. Attrae i peggiori e corrompe i migliori"

 Alle sue spalle appare improvvisamente il veggente che sussurra "La profezia si è compiuta, nessuno scorderà il nome di Bjorn Ironside più grande di Ragnar; ma la guerra non è ancora finita"...

Tutto questo è reale chiede Bjorn, ma ha davvero importanza? Con il vento che soffia alle spalle del nuovo Re si congeda la stagione più brutta di Vikings; ma che almeno è stata capace di regalarci un finale soddisfacente.

 Speriamo davvero che Hirst sia capace di regalare a questa serie nella sesta e ultima stagione un finale degno della epopea che fino ad ora ci ha narrato Vikings non deve più perdersi in inutili spunti drammaturgici, ha sempre avuto nella rudezza dei suoi personaggi e  nella brutalità delle passioni umane dei suoi protagonisti, che si muovono sotto lo sguardo degli dei che sono sempre nominati ma non intervengono mai il suo punto di forza. Non a caso questo episodio finale funziona così bene...

Incrociamo le dita e speriamo in bene, alla prossima stagione ! 

Vikings 6 - primo promo  

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